Profilo di domenicoWindows Live Spaces di d...FotoBlogElenchiAltro ![]() | Guida |
Windows Live Spaces di domenico |
||||
|
17 agosto Sephia cap 2: DragoniIl seguente capitolo è scaricabile anche al seguente indirizzo http://www.megaupload.com/?d=0ZTOAF0F
Capitolo 2 Dragoni
Scendemmo per delle scale e ci ritrovammo in poco tempo sotto la villa. Davanti a noi si aprì una porta scorrevole di metallo. E subito dopo mi sembrò di essere catapultato in un'altra realtà. Grandi monitor che seguivano i telegiornali di tutto il mondo e con mappe dei vari continenti si mostravano davanti ai nostri occhi. Mi sembrava di essere in un film di spionaggio in stile Mission Impossible, A essere in quel luogo, in ogni caso, ero come spaesato, ma allo stesso tempo provavo una sensazione di fascino di questa strana realtà. - Ben arrivati. – udii alle mie spalle. Mi voltai immediatamente per vedere chi diavolo aveva parlato. Davanti di me un altro ragazzo con su per giù la mia età. Lo guardai velocemente dalla testa ai piedi. Era di colore e indossava una tuta in cuoio nera. Stranamente mi ricordava un personaggio dei fumetti Marvel… Nick Fury, mi ricordava Nick Fury. Molto probabilmente per via di quell’aria che sembrava dare la dentro. -Scusa …– dissi senza nemmeno rendermene conto – per caso sei il capo dello S.H.I.E.L.D? – esclamai in un primo momento per poi rendermene conto in un secondo che avevo sparato una gran bella stronzata. Il ragazzo mi guardò allibito – Lo S.H.I.E.L.D? – - Sì, Nick Fury, l’eliveivolo – continuai a sparare cazzate – e tutto quello che ci va dietro. - - Non ti sto capendo – era veramente disorientato. - Lascia perdere- a quel punto decisi che era giunto il momento di cambiare argomento – Posso domandare che cosa sta succedendo? Dove siamo? E chi erano quei tipi che sono entrati in casa mia. Senza dimenticare un’ulteriore domanda: chi sei tu? – lo stavo tartassando di domande. -Direi che all’ultima domanda posso rispondere immediatamente – mi porse la mano. – Io mi chiamo Sam, piacere di conoscerti Raphix- Come diavolo faceva a conoscere il mio nome? Mi guardai intorno e dopo mi ritornò in mente che forse lo sapevano già da un bel pezzo. – Vale tu puoi andare da Scott che ha chiesto se potevi darli una mano? – la castana annuì e si congedò – Per le risposte alle altre tue domande è meglio che tu mi segua –
Riuscivo a stento a stare dietro di lui a causa di quello che i miei occhi vedevano. Cose che quel posto me lo facevano pensare ancora più strano. Persone che si affrontavano in duelli, ma non duelli di arti marziali, che forse sarebbe stato ancora normale, ma duelli in cui loro o volavano, emettevano ghiaccio dalle mani o chissà che altra cosa assurda. La domanda che mi sorgeva spontanea era: Che diavolo di prodotto hi-tech permetteva tutto questo? E questa figata posso averla pure io? - Eccoci qua – esclamò quando giungemmo davanti una porta che alla nostra presenza si aprì. Mi disse di accomodarmi all’interno. Non vedevo niente all’interno al di fuori del buio, solo quando entro anche lui le luci si accesero. Ed ecco là, un tavolo ovale simile a quello che vengono usate nelle riunioni, e una piccola chicca alla parete: un monitor LCD da minimo 126 pollici. Orco cane, qui di certo non sanno come spendere soldi esclamai dentro di me. Sam mi suggerì di sedermi e io approvai il suo consiglio, anche perché non si sa mai che razza di rivelazioni sconvolgenti mi avrebbe detto. –Allora, come prima cosa, benvenuto Raphix. Benvenuto a Sephia – il monitor si accese e mostrò un logo raffigurante un drago bianco su uno sfondo nero.- - Evvai – dissi sarcasticamente – non mi dirai ora che adesso sono in mezzo a complotti di organizzazioni segrete. Perché se fosse così io non so niente di codici militari o tecnologia avanzata, mutazioni genetiche, non so niente nemmeno se i cambiamenti ambientali sono dovuti a strani progetti top-secret dei governi internazionali. Pertanto mi sa che sono una persona comune e io di queste cose non dovrei nemmeno centrarci, anzi forse è meglio che me ne vada- feci per alzarmi. - Niente di tutto questo – Mi bloccai – E cosa allora? – - Ecco, diciamo che la questione forse è ancora più complessa di quanto tu credi – - Evvai… - di nuovo in me era tornata la vena sarcastica. - In parole povere diciamo che sei un dragon. Di preciso un dragone bianco- - Eh? – non capivo se aver udito bene – Io un dragone? Non è possibile io sono un comune essere umano, mica ho un aspetto da drago. E poi si sa che i draghi non esistono, son solo leggende.- Era troppo assurda quella situazione – E ora scometto che mi dirai che esiste anche un mondo fatato con unicorni, orchi ed esseri magici di qualsiasi tipo- Non so il perché, ma involontariamente mi venne in mente di sbeffeggiarlo. Era troppo assurda la sua affermazione che io fossi un dragone. - Non credere che io stia scherzando!- sbatté i pugni sul tavolo. Era veramente serio. E io a quella reazione ebbi un attimo di sgomento. - Dimmi come diavolo posso essere un dragone? Come ho detto prima non ho mica squame, ali, zanne e tutto quello che ci va dietro – a quel punto ero deciso a vedere cosa mi rispondeva. Nonostante vedessi nella sua espressione la convinzione su quello che avrebbe detto, lo ritenevo nel mio intimo ancora un folle. - I dragoni, o draghi sono molto diversi da come è l’immaginario collettivo. Come tante persone credo che tu te gli immagini come la gente gli ha sempre descritte. Ovvero come delle sottospecie di grandi relitti alati in grado di sputare fuoco. Una cosa che, nel corso dei secoli, è rimasta nel collettivo, e tutta colpa di un dragone con il potere di mutar forma. In realtà si può dire che i dragoni dimostrano lo stesso aspetto di un essere umano- Non sapevo cosa dire, nonostante mi sembrasse suonato completamente stetti zitto e pensai a cambiare domanda e visto che ne avevo tante per la testa dovevo solo decidere quale. -Beh parlando di altro – dovevo per forza cercando di cambiare discorso da quella stramberia di prima. Mi guardai un attimo in torno e rividi il logo e mi venne in mente il nome del sms che avevo ricevuto – Perché mi avete mandato quel messaggio? E chi erano quei tizzi che sono entrati in casa mia? E…- stavo per sparare domande a mitraglietta. -Calma…- mi fermò – una domanda e una risposta alla volta. - -Partiamo dalla storia del messaggio che ti abbiamo mandato. Diciamo che era un metodo per organizzarci sul tuo punto di raccolta senza che quelli ci raggiunsero. Il problema e che tu non hai richiamato e pertanto sono giunti a te prima di noi. L’unica fortuna è stata che Vale sia riuscita a raggiungerti prima che ti portassero via – Ok… ci capivo sempre meno. A sto punto decisi di passare alla domanda successiva. – Va bene Nick Fury – ora mai io lo avevo ribattezzato così e anche se forse gli dava fastidio non lo dimostrava – posso sapere chi diavolo sono quelli che hanno irrotto nella mia abitazione?- -Quelli erano Dragoni Neri – Ancora con sta fissa dei dragoni pensai. Ogni volta che accennava quella parola mi sembrava sempre più suonato. -Qualcosa sto afferrando di tutto questo – esclamai – a sto punto la domanda che mi viene da fare è: Chi sono i Dragoni neri? – -Diciamo che la risposta è abbastanza lunga - disse Sam -Ne esiste una versione breve?- domandai ironicamente. Sam ci penso su – Diciamo in brevi parole che sono draghi che ne corso dei secoli son stati corrotti dalla malvagità e dal potere, decidendo così di governare sul creato. Credo però che con il tempo ti verrà spiegato meglio il tutto. In ogni caso ti comunico che da domani inizierai il tuo addestramento. – -Ok, allora ci vediamo domani.- lo dissi come se da quel giorno non mi avrebbero più visto.- Ora mi sa che torno a casa – - Mi dispiace. Per il momento non puoi tornare a casa. Pertanto da oggi rimarrai a vivere con noi. Questo è per la tua sicurezza, non si sa mai che ritornino.– Ci pensai su bene e decisi che forse sarebbe stato saggio rimanere la. Non si sa mai che quei tizzi fossero ritornati ad attaccarmi. -Va bene, per un po’ rimarrò qua. – -Ottimo- esclamò Sam. A quel che premette un pulsante sul telefono che aveva di fronte a lui – Vale puoi venire qui? –Attendemmo per qualche minuto, dopo di che la ragazza arrivò -Dimmi tutto Sam. – disse Vale - Potresti, per favore, accompagnare Raphix nel suo alloggio? – Lei annuì e dopo mi ordinò di seguirla. Quando finalmente giungemmo davanti la porta della mia stanza Vale esclamò – Spero che tu ti trova bene - 02 agosto A quando il 2° capA quando il 2° cap di Sephia? Bella domanda a cui pure io non so dare una risposta effetiva. Il motivo, Attualmente sto lavorando (quando sono a casa) alla stesura del 10° cap ambientato nelle terre di Arghest che è ancora lungo nel concludersi. Per quanto riguarda invece propio Sephia comunico che effetivamente ho il 2° e il 3° capitoli pronti su un quaderno qua a casa che mi porto sempre quando son fuori (non si sa mai che mi venga in mente qualche idea) ed è propio a causa del 10° cap dell'altra opera che ho deciso di attendere per riportarlo su foglio eletronico. Pertanto basta pazientare
Bona tu vada 06 giugno Sephia: Capitolo 1 - Vieni con me se vuoi vivere -Il seguente capitolo è scaricabile anche al seguente indirizzo http://www.megaupload.com/?d=BZJR73A6 Capitolo 1 Vieni con me se vuoi vivere
Rrrr… Rrr…
Infilai la mano dentro la tasca per estrarne il cellulare a controllare il messaggio che mi era appena arrivato:
Ciao vecchio… Tantissimi auguri di buon compleanno!
Eccolo qua, l’ennesimo messaggio di compleanno pensai. Era tutto il giorno che mi arrivavano messaggi per il raggiungimento dei ventidue anni. Auguri che desideravo solo in parte anche perché la voglia di festeggiare il giorno della mia nascita era scesa da quando la mia vita era cambiata per la seconda volta e pensavo che non potesse mai più cambiare ulteriormente nel breve tempo. Ero in cima alla collina bel giardino del castello che era ancora aperto al pubblico, Mi affacciai sulle mura adiacente alla torre più grande per guardare dall’alto la mia città. A quella vista mi vennero in mente tutti gli avvenimenti che avevano contra distino gli ultimi tre anni della mia vita. Soprattutto la morte dei miei genitori avvenuta in un incidente stradale per colpa di un’auto pirata
Rrrr… Rrrr…
Mi arrivò un altro messaggio. Guardai come prima cosa l’utente. Strano, era un nome che non conoscevo. Provai immediatamente a vedere nella rubrica per controllare se c’era. Dopo aver controllato più e più volte l’elenco dei miei contatti vidi che quel utente non era nemmeno esistente nella sim. Ma com’era possibile che il cellulare mi segnasse il nome di una persona che non trovavo nella rubrica? Richiama… diceva quel messaggio. Non ne capii il significato. Come potevo chiamare qualcuno di cui effettivamente non avevo il numero? E’ vero che il telefonino mi segnava il nome e me lo evidenziava. Però non volevo rischiare di chiamare un estraneo, avrei messo in rischio il credito della tessera per via di uno stupido scherzo telefonico o una truffa. Era roba da pazzi. Non avrei chiamato nemmeno a pagar oro. Decisi allora di non curarmi di quel strano messaggio e pertanto pensai di trascurarlo, dimenticarlo nella memoria del cellulare e cancellarlo quando finalmente la memoria sarebbe stata piena. Tanto non me ne importava più di molto. Mi riaffacciai di nuovo alle mura a guardare di nuovo la mia città natale fin quando non iniziò a sopraggiungere la sera. Solo dopo decisi che era ora di tornare a casa. Mi avvicinai al mio catorcio. O almeno così la chiamavo io la mia cinquecento rossa visto che non era ne una di quelle classiche ne una delle di ultima generazione. Era una via di mezzo. Infatti aveva circa quindici anni come macchina. La guardai bene e mi dissi che era anche ora di lavarla. Beh erano mesi che non toccava acqua e sapone. E c’erano ancora i rimasugli di fango di quando ero andato a lavorare in mezzo i campi. Però decisi che non avrebbe senso, con quella macchina tanto non avrei rimorchiato nessuna ragazza. Aprii la portiera e dopo essermi infilatoci dentro la feci partire.
Quando finalmente giunsi alla strada di casa mia staccai dalla cassetta il lettore mp3. Unico barlume di modernità in quel trabiccolo ambulante. Uscii fuori, raccolsi la posta e solo dopo averle dato un’occhiata entrai finalmente a casa. Buttai come al solito le chiavi sul divano e le seguii subito dopo. Rimasi disteso fin quando non sentii lo stomaco reclamare cibo. Per un po’ feci meno di non badarlo ma quando i suoi gorgoglianti lamenti si fecero più insistenti mi alzai e mi diressi verso ilo frigorifero. L’interno era vuoto escludendo soltanto una confezione di hamburger. La piastra era ben calda quando gli misi a cuocere. Un alone di vapore si alzò in aria. Gli girai e gli rigirai fino a quando non furono sufficientemente cotti. Solo allora gli spostai dalla piastra al piatto con maestria.
Lo zapping dei canali televisivi mi faceva compagnia mentre ogni tanto un pezzo di carne entrava dentro la mia bocca. Era una tipica serata estiva noiosa. Pertanto era ovvio che fosse così. O almeno pensavo che non sarebbe finita diversamente. Io a guardarmi come al solito un telefilm nelle tv a pagamento e dopo andare a letto e continuare a leggere quel libro riposto sul comodino insieme a una miriade di riviste e di fumetti. Però mi sbagliai, perché quella sera, la sera del mio ventiduesimo compleanno la mia vita cambio di nuovo per l’ennesima volta e in modo totalmente inaspettato
Udii una macchina che si fermò davanti casa mia. Non ci feci nemmeno caso visto che pensai che qualcuno avesse parcheggiato per andare a fare visita a qualche mio vicino. Ma mi sbagliai, La porta venne sfondata e due strani tizi entrarono. Che diavolo sta succedendo? pensai. Sentivo dentro di me un senso di paura. Non riuscivo a muovermi o a dire qualcosa per tirarmi fuori da quella situazione. Immobilizzato e con occhio pieno di timore mi misi a guardare quella strana gente che era irrotta nella mia abitazione. Nonostante il volto camuffato da una sottospecie di maschera ninja riuscii almeno a capire chi erano. Non come persone, ma almeno sapevo che davanti di me mi ritrovavo davanti un maschio e una femmina. Quest’ultima lo capii anche da delle ciocche di capelli neri che le uscivano dal cappuccio. - Ti consiglio di venire con noi senza esitare – esclamò la tizia incappucciata – non voglio vedermi costretta a farti carne abbrustolita – dalle sue mani sorsero delle fiamme. Sentivo che nel suo tono di voce c’era un che di rabbia. L’atro tizio incappucciato le abbassò le mani – Sta calma forse non lo sa – - Sapere cosa? – era una domanda che mi sorse spontanea. -Non sono affari tuoi – le fiamme divamparono ancora di più dalle sue mani. Pensai che effettivamente aveva un pessimo caratteraccio questa tipa dal volto coperto. Senza che me ne rendessi contò però il tizio mi afferrò e iniziò a trascinarmi con se. – Andiamo, sembra che non opponga resistenza. E sbrighiamoci prima che arrivino.- “Arrivino chi?” mi domandai. Non riuscivo a capacitarmi di cosa stava succedendo. - Non ti muovere – esclamò una voce femminile, che non avevo udito prima, da dietro il tipo – e liberalo -. Sentii mollarmi e nello stesso momento il tizio mascherato cadde sul pavimento. - Tu maledetta - sembrava che la ninja fosse arrabbiata. Lo potevo percepire dal suo tono di voce. Non riuscì a vedere molto bene quello che successe. Erano troppo veloci per il mio occhio. L’unica cosa che mi ricordo di quel breve combattimento e che la ninja era accasciata al suolo dolorante mentre la mia salvatrice mi aveva afferrato il braccio. – Vieni con me se vuoi vivere – disse come se fosse un ordine. Non ci pensai su due volte e mi feci trascinare fuori dalla mia abitazione. Lasciando la i tizzi incappucciati. Mi ordinò di montare immediatamente sulla sua macchina sportiva. La mia salvatrice accese il motore, lo fece andare su di giri e sgommò lasciando dietro di se un odore di pneumatico bruciato. Guardai quella ragazza con occhio curioso. Di per lì avrà avuto circa la mia età. Aveva lunghi capelli castani e due profondi occhi color noce. Il fisico scolpito la rendeva agile e seducente. - Che diavolo sta succedendo? – volevo sapere che cosa accadeva. - Ti verrà spiegato quando finalmente saremo al sicuro. Più che altro sono io che ho da domandarti una cosa. Come mai non hai richiamato dopo che ti abbiamo mandato il messaggio? – Cosa dovevo risponderli? Che non rispondo ai contatti che appaiono magicamente sul mio cellulare? Se glielo avessi detto chissà cosa mi avrebbe fatto. Mugolai parole sconnesse e prive qualche significato o senso logico- Vah… lasciamo perdere – stranamente capì che non sapevo cosa dire – ora è decisamente meglio pensare a fuggire senza che ci raggiungano. Anche perché son venuta da sola a prelevarti sperando di arrivare prima di loro.- -Loro chi? – era una domanda che mi sorse spontanea - Quelli che sono irrotti a casa tua- rispose - Grazie, questo lo avevo capito- replicai scocciato di non aver avuto una vera riposta soddisfacente a capire tutto quello che accadeva attorno a me in quel preciso momento – posso sapere cosa volevano da me? – Il suo sguardo si fece serio - Non cosa vogliono da te. Vogliono te. - Rimasi sbalordito a udire quelle parole. Perché mi volevano? E perché proprio io e non qualcun altro? Queste e altre mille domande mi frullavano per la testa. Nonostante cercarsi di pensarci non riuscivo comunque a trovare qualche risposta che potesse avere un senso. Solo quando ci rinunciai a rimarginarne su possibili risposte mi accorsi che non avevo chiesto alla ragazza il suo nome - Io sono Raphix e tu? – domandai. -Vale, il mio nome è Vale. Comunque se ti interessa saperlo fra non molto arriveremo nel luogo in cui saremo finalmente al sicuro. Svoltò l’angolo e ci ritrovammo in un viale alberato. All’orizzonte potevo vedere un cancello in ferro battuto che circondava una villa immensa di un bianco sgargiante con mattoni in bella vista. Vale premette un pulsante sul cruscotto e il cancello si aprì. Solo in quel momento mi resi conto che non sapevo quanta strada aveva percorso la mia salvatrice con la sua auto sportiva. Ci ritrovammo in un immenso giardino immenso e rigoglioso di piante colorate. Un laghetto ricco di betta splenden dai colori sgargianti era situato al centro di un aiuola. Ero rimasto affascinato da quella splendida villa. - Hey muoviti – Vale mi prese l’avambraccio e iniziò a trascinarmi verso la porta di quella possente magione. Suonò il campanello e automaticamente il portone si aprì. Non seppi spiegarmi il perché ma sentii che oramai la mia vita era cambiata ulteriormente. Io e Vale varcammo la soglia e mi ritrovai in un luogo a cui non ci avrei creduto nemmeno come a vederlo con i miei occhi. PremessaQuello che stò per scrivere per mettere con il post che seguirà questo è il primo capitolo di un romanzo che si chiama Sephia Vol 1 (il titolo definitvo lo darò man mano che proseguirò con la storia.
Non voglio dire molto sulla trama anche perchè si sta pian piano sviluppando pertanto non so dirvela. Quello che vi posso sicurametne dire è che propio perchè sis ta sviluppando ancora, non posso garantire una uscita periodica dei capitoli visto che causa impegni vari e scrittura di un altro romanzo (gia in fase molto più avanzata di quest'opera).
Comunico inoltre che ogni singolo capitolo oltre a trovarlo leggibile direttamente sul blog sarà possibile scaricarlo anche in formato pdf dai link che posterò di volta in volta. 19 aprile Scrivere, fra incubi e nuove idee che mi frullano per la testa Finalmente sto giungendo quasi alla fine del 7° capitolo di cui la trama me la portavo da un capitolo precedente. Avevo gli incubi e tutt'ora gli ho nonostate si siano affievoliti fin quando non riuscirò a portarlo a termine, mi manca da risolvere piccole cose e almeno la prima stesura posso dirla completa di sto maledetto capitolo. Per il resto il libro sta procedendo con alti e bassi, 8° capitolo è pronto su carta mentre il 9° si sta formando su block notes in attesa di poter completare il 7° e 8° su formato digitale. Nel frattempo mi è venuta in mente un piccola opera con un mio ex collega fansubber. Cosa di preciso? Un libro che spieghi il fenomeno italiano del fansub, da quando ne facevo parte fino a adesso. Per fortuna gli ho dato tempo illimitato per procurare il materiale (scaletta compresa) visto che così mi dedico alla stesura del mio romanzo. Alla fine però credo che non verranno tante pagine ma di certo può essere un'analisi del fenomeno di chi ha vissuto quest'esperienza (eh si sono stato un fansubber). Un esperienza ineguagliabile che nonostante sia al limite tra illegalità e legalità la rifarei all'epoca perchè alla fine è una forma d'arte (a modo suo ovviamente). Ma di questo mondo ne parlerò un altrà volta |
|||
|
|